L’intervista di Affaritaliani ad Angelo Contessa, Amministratore del Consorzio Stabile Build e Presidente di ANCE Brindisi sulla fase conclusiva dei cantieri finanziati dal PNRR
Contessa (ANCE Brindisi): “Indispensabile un quadro di regole chiaro, realistico e coerente con le condizioni operative dei cantieri, che tenga conto delle criticità oggettive”
Presidente, qual è oggi la situazione dei cantieri PNRR?
“Siamo in una fase estremamente delicata. Le imprese hanno risposto con senso di responsabilità a una sfida senza precedenti: abbiamo investito, assunto personale, rafforzato strutture tecniche e organizzative, anticipato risorse importanti per rispettare target stringenti e milestone. Oggi però il rischio concreto è che lo sforzo compiuto venga compromesso proprio nella fase finale“.
Quali sono le principali criticità?
“Serve più tempo! Ci sono ritardi nei cantieri, spesso dovuti alle ataviche problematiche burocratiche italiane e conseguentemente le stazioni appaltanti, comprensibilmente sotto pressione, stanno imponendo cronoprogrammi a finire di difficile attuazione, spesso non coerenti con le reali condizioni operative dei cantieri. Accelerazioni forzate e sovrapposizioni di lavorazioni rischiano di incidere sulla qualità delle opere e, soprattutto, di mettere in pericolo la sicurezza dei lavoratori. Questo è un limite che non può essere superato. Inoltre, stiamo affrontando una stagione invernale caratterizzata da eventi atmosferici avversi che incidono inevitabilmente sull’avanzamento dei lavori, soprattutto nelle opere infrastrutturali e all’aperto. Persistono difficoltà nel reperimento di materiali e componenti, con tempi di consegna non sempre compatibili con le scadenze imposte. E tutto ciò si somma a un carico burocratico che continua a rallentare ogni attività“.
Si parla molto della “soluzione dell’ultimo miglio”. Cosa significa concretamente?
“Come ha evidenziato anche la Presidente nazionale dell’ANCE, Federica Brancaccio, è adesso che si gioca la partita decisiva. La soluzione dell’“ultimo miglio” significa prendere atto della realtà dei cantieri e adottare strumenti concreti per governare questa fase conclusiva. I cronoprogrammi a finire devono essere realmente attuabili, costruiti su basi tecniche oggettive, pertanto occorre un indirizzo chiaro, anche attraverso circolari e linee guida, della Struttura di Missione PNRR della Presidenza del Consiglio, che supporti le stazioni appaltanti nelle scelte“.
C’è il rischio di contenziosi?
“Sì, ed è un rischio molto concreto. Preoccupa il crescente ricorso – o anche solo la minaccia – alla risoluzione contrattuale. Una scelta che potrebbe aprire la strada a contenziosi lunghi e onerosi, con il pericolo di lasciare opere incompiute, territori privati di interventi attesi da anni, lavoratori licenziati e costruttori impegnati a difendere nei tribunali la propria storia imprenditoriale. Non possiamo permettere che rigidità amministrative o interpretazioni formalistiche compromettano risultati ormai a portata di mano“.
Qual è il messaggio che vuole lanciare alle istituzioni?
“Fino ad oggi questo governo ha mostrato grande attenzione al nostro settore partendo dal Codice dei Contratti DLgs 36/23 che ha introdotto il “principio di Risultato e della Fiducia”, e per ultimo con la legge di bilancio 2026. Le imprese dal canto loro sono pronte a fare fino in fondo la propria parte, come hanno sempre fatto. Ma è indispensabile un quadro di regole chiaro, realistico e coerente con le condizioni operative dei cantieri, che tenga conto delle criticità oggettive e non scarichi unilateralmente sulle aziende il peso di ritardi non imputabili alla loro responsabilità. Il PNRR ha rappresentato un’occasione storica per il nostro Paese. Non possiamo trasformarlo, proprio nella fase conclusiva, in una stagione di conflitti e incompiute. È il momento di trovare soluzioni pragmatiche e condivise per portare a termine le opere, tutelare la sicurezza dei lavoratori e garantire la tenuta del sistema produttivo“.
Presidente e dopo il PNRR?
“Dobbiamo già guardare oltre. Le imprese si sono strutturate per rispondere alla sfida del PNRR, rafforzando organici, competenze tecniche e capacità organizzative. Sarebbe un grave errore disperdere questo patrimonio. È necessario programmare fin d’ora il “post PNRR”, assicurando continuità agli investimenti e una visione industriale di medio-lungo periodo. Solo così lo straordinario sforzo compiuto non sarà vanificato, ma diventerà la base per una crescita stabile e duratura del comparto e dell’intero Paese“.





