Il presidente di ANCE Brindisi e amministratore del Consorzio Stabile Build: «Incertezza sui costi, rischio speculazioni e contratti pubblici da tutelare».
Il CBAM, istituito dall’UE con il Regolamento 2023/956, è entrato nel regime definitivo dal 1° gennaio 2026 per contrastare la delocalizzazione delle produzioni verso Paesi con minori vincoli ambientali.
«L’obiettivo è condivisibile – dichiara Angelo Contessa, presidente di ANCE Brindisi e amministratore del Consorzio Stabile Build – ma non possono essere i costruttori a pagarne il prezzo».
Il CBAM, collegato al sistema europeo ETS, introduce un costo sulle emissioni incorporate nei materiali importati da Paesi extra-UE.
«Una prima criticità riguarda l’attendibilità delle emissioni dichiarate dagli stabilimenti esteri. Servono verifiche indipendenti, controlli rigorosi e criteri uniformi».
«C’è poi un paradosso: i certificati CBAM relativi alle importazioni del 2026 potranno essere acquistati soltanto da febbraio 2027. Sebbene siano pubblicati prezzi trimestrali di riferimento, gli operatori devono programmare acquisti e vendite senza conoscere sempre con certezza l’onere complessivo. Questa situazione può favorire maggiorazioni cautelative dei prezzi e possibili fenomeni speculativi lungo la filiera».
La crisi della siderurgia italiana, a partire dall’ex Ilva, aggrava il problema. «Quando importare è una necessità industriale, non si possono penalizzare le imprese senza offrire alternative nazionali».
«I costruttori non producono acciaio né determinano le politiche ambientali europee. Acquistano materiali, assumono obblighi contrattuali e realizzano infrastrutture, scuole, ospedali e abitazioni. Non possono diventare l’anello della filiera sul quale scaricare ogni nuovo costo».
Il problema è particolarmente grave negli appalti pubblici, dove i prezzi vengono definiti in gara e le opere realizzate nell’arco di anni.
«Chiediamo revisioni dei prezzi realmente efficaci, risorse per i contratti in corso, trasparenza nella formazione dei prezzi e vigilanza contro possibili speculazioni, anche sul mercato ETS».
«La siderurgia europea va difesa e quella italiana rilanciata. L’Europa deve tutelare l’ambiente senza sacrificare la competitività delle proprie industrie e imprese. Una transizione che indebolisce chi produce e costruisce rischia di compromettere il futuro dell’Europa».
Angelo Contessa
Presidente ANCE Brindisi
Amministratore Consorzio Stabile Build




