ANCE Brindisi aderisce convintamente all’iniziativa “Verso il referendum del 22/23 marzo 2026”, in programma il 20 febbraio 2026 alle ore 17.30 presso il Teatro Verdi di Brindisi, promossa dall’Ordine degli Avvocati di Brindisi, dalla Camera Penale, dalla Camera Civile e dalla Camera Minorile di Brindisi, nonché dai Comuni di Brindisi e di San Vito dei Normanni, insieme agli Ordini professionali e alle principali realtà del territorio. Riteniamo che momenti di approfondimento come questo rappresentino un passaggio fondamentale per una democrazia matura e partecipata. Il confronto tra autorevoli esponenti del mondo istituzionale, giuridico e forense, chiamati a illustrare le ragioni del “Perché Sì” e del “Perché No”, offre ai cittadini un’occasione preziosa per informarsi, comprendere e scegliere con consapevolezza. Come associazione che rappresenta il settore delle imprese di costruzioni del territorio, siamo profondamente convinti che la qualità del lavoro delle istituzioni dipenda innanzitutto dal buon funzionamento delle leggi che ne regolano l’azione e dalla certezza del diritto che ne garantisce l’effettiva applicazione. Solo istituzioni sorrette da un quadro normativo chiaro, stabile e coerente possono incidere concretamente sullo sviluppo sociale ed economico. L’efficienza e l’efficacia dell’azione Politica, può essere tale solo se si fonda su regole certe e affidabili: presupposto indispensabile per attrarre investimenti, favorire crescita economica e garantire benessere sociale. Il referendum rappresenta, dunque, un momento di grande rilievo civico, che merita un dibattito serio, equilibrato e di alto profilo. Apprezziamo in particolare: il carattere aperto al pubblico dell’iniziativa e la pluralità delle voci coinvolte. La Costituzione italiana è la legge suprema dello Stato: il testo che stabilisce principi, valori, diritti e doveri dei cittadini e definisce l’organizzazione e il funzionamento dello stesso, incidendo direttamente sul nostro vivere quotidiano. Sta al vertice della gerarchia delle fonti del diritto e rappresenta il riferimento imprescindibile per l’intero ordinamento giuridico, la “regola delle regole” da cui tutte le altre norme devono derivare e alla quale devono conformarsi. Quando si parla di riforme Costituzionali, dunque, non si discute di un tema qualunque: si interviene sull’architettura istituzionale che i nostri Padri Costituenti hanno costruito con visione, equilibrio e senso dello Stato. Ogni eventuale modifica richiede attenzione, studio, rispetto e, soprattutto, consapevolezza. Il voto referendario, in questo caso, è un atto di responsabilità verso le generazioni future. Informarsi, ascoltare le diverse posizioni e comprendere fino in fondo le implicazioni della scelta è fondamentale per esercitare un voto libero da condizionamenti, autenticamente consapevole e all’altezza della rilevanza Costituzionale della decisione. Il 20 febbraio al Teatro Verdi non sarà un evento, ma un momento di comunità solo se ci sarà la presenza della società civile: un’occasione per riscoprire il significato più autentico della partecipazione democratica. Perché le riforme Costituzionali non appartengono agli addetti ai lavori, ma all’intero Paese. L’auspicio è che la campagna elettorale referendaria abbassi i toni e non sia uno scontro tra il “Sì” e il “No”, ma, nel rispetto dei cittadini, rimanga un confronto serio, rispettoso e fondato sui contenuti, capace di aiutare gli elettori a comprendere nel merito la riforma e a maturare una scelta libera e consapevole, favorendo in questo modo una partecipazione ampia, responsabile e informata al voto. La campagna referendaria sarà un successo solo se riuscirà a riportare alle urne  una grande maggioranza popolare, altrimenti avremo perso tutti, sostenitori: del SI e del NO.