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25 September 2019

Presunzione di (non) colpevolezza: no alla paralisi delle imprese

Parere unanime di giuristi, magistrati e avvocati: l’impianto del Codice penale attuale ribalta lo spirito Costituzionale della presunzione di innocenza. È quanto emerso in Ance nel corso del convegno “Presunzione di (non) colpevolezza”

Parere unanime di giuristi, magistrati e avvocati: l’impianto normativo attuale ribalta lo spirito Costituzionale della presunzione di innocenza. È quanto emerso oggi in Ance nel corso del convegno “Presunzione di (non) colpevolezza” al quale hanno partecipato oltre al Presidente Gabriele Buia, il vicepresidente Ance Edoardo Bianchi, il delegato Ance al tema legalità, Vincenzo Bonifati, il presidente dell’Unione Camere penali italiane, Gian Domenico Caiazza, il giudice emerito della Corte costituzionale, Sabino Cassese, il'ex procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Nordio, l'ex presidente Tar Lombardia, Angelo De Zotti e l'avvocato Patrizio Leozappa. A testimoniare il drammatico paradosso vissuto dagli operatori il racconto dell’imprenditore Matteo Brusola, costretto a chiudere e a licenziare 118 dipendenti sulla base di meri indizi che poi non sono stati confermati. Ma una via di uscita è possibile se la si percorre tutti insieme. Dall’Ance una serie di proposte per invertire la rotta e coniugare l’obiettivo di combattere l’illegalità tutelando i diritti di cittadini e imprenditori.